A scuola di… Debate

Pubblichiamo sul nostro sito internet, perché lo riteniamo particolarmente interessante, un contributo relativo a un’iniziativa che si è svolta a Sulmona incentrata sul ‘Debate’.

“Non alzare la voce. Migliora la tua argomentazione”. E’ questo lo spirito che ha animato, nelle giornate del 29 e del 30 maggio, il corso di formazione per docenti e il laboratorio didattico per studenti svoltosi a Sulmona e incentrato sulla metodologia del Debate. L’iniziativa è stata promossa dall’Istituto d’Istruzione Superiore “Ovidio” di Sulmona, diretto dalla preside prof.ssa Caterina Fantauzzi, “scuola polo regionale” nell’ambito del progetto “Il Debate per crescere insieme”, relativo all’introduzione di metodologie innovative di partecipazione all’interno del sistema scolastico italiano.

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Nell’Aula Magna del Liceo Artistico “Mazara” di Sulmona, 16 studenti, provenienti dall’Istituto d’Istruzione Superiore “Ovidio” di Sulmona, dall’Istituto Comprensivo “Montale-Carducci” di Pescara e dal Liceo Classico “Melchiorre Delfico” di Teramo, insieme ai loro professori, hanno preso parte ad un intenso corso formativo che li ha portati ad apprendere le regole principali del gioco educativo del Debate e a sperimentarlo direttamente in un avvincente torneo conclusivo.

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Disciplina curriculare nelle scuole anglosassoni, ma che trae origine dalla disputatio medievale, il Debate è un confronto strutturato nel quale due squadre sostengono e controbattono  una mozione all’interno di alcune regole formali.

Il Debate è fondamentalmente un “gioco di ruolo”, strategico e di squadra, che simula ciò che accade durante una discussione parlamentare. Ad ognuno dei partecipanti è richiesto di svolgere, alternativamente, il ruolo di “attori”, di Debaters, che mettono in scena l’interazione, e di “osservatori”, di giudici, che analizzano il processo.

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Il Debate risulta per gli studenti particolarmente coinvolgente, anche dal punto di vista emotivo. Numerose sono le evidenze empiriche che attestano come l’inserimento del Debate tra le attività didattiche risulti efficace nel contrasto della dispersione scolastica, poiché permette di sviluppare il pensiero critico e la capacità di selezione le informazioni, di migliorare le competenze comunicative e di teamworking e di aumentare il livello di autostima degli studenti.

Il Debate è una metodologia congeniale per perseguire l’obiettivo nobile di diventare pensatori ingegnosi, capaci di trovare soluzioni, efficaci e creative, a problemi e di sintetizzare con accuratezza e articolare con chiarezza idee e progetti.

“Tre sono le attività essenziali che caratterizzano il gioco di un Debater: ascoltare, pensare, rispondere” – afferma il prof. Matteo Giangrande, che ha tenuto il corso. “Un buon Debater si contraddistingue, innanzitutto, dal fatto che presta attenzione alle ragioni di chi assume una posizione contraria alla propria. Inoltre, un buon Debater effettua ricerche accurate sul tema di discussione, del quale è necessario approfondire la conoscenza, raccogliendo, organizzando e valutando le informazioni, definendo i termini della questione, esaminandone i pro e i contro e prendendo in considerazione soluzioni alternative. Infine, un buon Debater reagisce con intelligenza alle provocazioni di sfida dell’avversario, confutandone gli argomenti e supportando le proprie asserzioni con ragionamenti ed evidenze”.

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“E’ stata un’esperienza coinvolgente ed entusiasmante, che ha visto come attori principali gli studenti” – ha concluso la prof.ssa Maria Orsola Boschiero, responsabile del progetto. “Si tratta del primo passo verso le Olimpiadi Nazionali di Debate che si terranno nel prossimo autunno”.

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